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Libanese, originario
di Beirut
e trapiantato in Germania da ormai molti anni, Khalil è un
virtuoso dell'oud, liuto caratteristico di medio oriente e
nordafrica.
Khalil ha portato il suo strumento nelle sonorità jazz, e
in 15 anni ha imposto un vero e proprio genere musicale.
La forza di Rabih sta nel riuscire a far collaborare musicisti
e personaggi molto diversi tra loro e provenienti da ogni
parte del mondo, ottenendo poi da questi una miscellanea di
suoni unica al mondo.
Ecco così che all'interno dei suoi dischi si trovano nomi
come Alexander Balanescu, Michel Godard e Steve Swallow.
In
questo Morton's Foot, che segnaliamo nonostante la non recentissima
uscita, il lato da sottolineare consiste proprio in tre nomi
che partecipano al progetto.
Tre italiani, fisarmonica, clarinetto e voce. Là dove per
voce si hanno i mirabolanti giochi di Gavino Murgia, che con
la sua personale rivisitazione del canto sardo riesce a conferire
un aspetto di unicità a questo capitolo della saga Khalil.
Da ricordare che i dischi di Rabih Abou Khalil vanno acquistati,
non masterizzati, perché le loro copertine sono vere e proprie
opere d'arte, da guardare, toccare, godere. Anche a distanza
di anni.
Il brano proposto in
ascolto è "Lobotomie Mi Baba Lu", ed è
stato gentilmente offerto da Amazon.com
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